|
“L’uomo è un animale che si abitua. Questa,credo,sia la sua migliore definizione”. E’ dalle “Memorie della casa dei morti” che scaturisce questa geniale,rassegnata,umile ma orgogliosa affermazione. A proposito dell’Uomo…Aristotele parlava di Animale Sociale.Fedor Dostoevskij, il genio, l’epilettico, l’idiota ritrae l’Animale A-Sociale. Che si abitua, sì ma scalpita…rifugge le convenzioni (ma cade nella rete), si rintana nel buio (oh!sì il buio) dei vicoli del Nevskij Prospekt, sulla rampa della scala d’una vecchia, schifosa affittacamere, nell’allucinazione febbrile d’un parricida. Ma perché, allora…perché proprio lui? Con quali attrattive riesce ad incollarci, occhi vogliosi, a quelle pagine lette di sera,nel tempo rubato all’Abitudine? E perché noi, forse, non ci abituiamo. Noi no, non ce la facciamo. Di fronte a queste pagine l’impiegato si toglie la cravatta e si riappropria di se, il tecnico butta la sua tecnica, il medico smarrisce i suoi insuccessi e le sue vittorie… Insomma, ci disabituiamo. Se tu, come noi hai sperimentato la disabitudine attraverso la vertigine del genio russo, addentrati nel vicolo dei pensieri e sciogli la briglia del tuo criticismo. Dostoevskij e per molti, ma non per tutti! Condividiamo questa sublime passione insieme… |
|